In bocca al lupo a
Martina Seminara per la sua mostra Pinturas de Rua, alla Biblioteca De Amicis di Genova fino al 22 novembre :)
Quel giorno in macchina ti ho detto che non ti avrei permesso di perdermi.
Una frase così.
Ti aveva fatto sorridere.
Oggi mi chiedo se la ricordi anche tu.
Domande e ricordi, oggi non più di ieri, si affollano al nominarti.
Mentre solo, vorrei che potessi sentirlo, senza gli inganni del quotidiano e del tempo. Questo.
- Il tedesco ti è servito a qualcosa?
- Non posso dire di sì.
- Ti è stato di aiuto?
- E' difficile da dire. Non so. Chi può mai saperle queste cose?
- Che cosa hai cercato di fare in tutti questi anni?
- Di mettermi sotto la protezione di un incantesimo, credo.
[...]
- L'orrenda e vasta profondità.
- Naturale.
- L'inesauribilità.
- Capisco.
- L'immensa ineffabilità.
- Si, assolutamente.
- La solenne oscurità.
- Certo, certo.
- La terribile, infinita immensità.
- Ti capisco perfettamente.
[...]
- Il nulla ti sta fissando in faccia. Oblio totale ed eterno. Cesserai di essere. Di essere, Jack.
[...]
- Tramare significa vivere, - ribatté.
Lo guardai. Esaminai ili suo volto, le sue mani.
- Cominciamo la vita nel caos, nel balbettio. Poi, a mano a mano che ci eleviamo nel mondo, cerchiamo di elaborare una forma, un progetto. Tutto ciò ha una dignità. Tutta la vita è una trama, un piano, un diagramma. Un piano fallito, ma questo non c'entra. Tramare significa affermare la vita, cercarne una forma e il controllo. Anche dopo la morte - anzi, sopratutto dopo la morte - la ricerca continua. I riti funebri sono un tentativo per completare lo schema, in termini rituali. [...] Tramare, mirare a qualcosa, dare forma a tempo e spazio. E' così che facciamo progredire l'arte della coscienza umana.
[...]
MEMENTO. Non potrà accedere se non avrà inserito correttamente il codice. Non lo riveli a nessuno. Esso ed esso soltanto le consente di penetrare nel sistema.
[...]
Ed è li che aspettiamo, tutti insieme, a dispetto delle differenze di età, i carrelli stracarichi di merci colorate. Una fila in movimento lento, gratificante, che ci dà il tempo di dare un'occhiata ai tabloid nelle rastrelliere. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno, che non sia cibo o amore, lo troviamo nelle rastrelliere dei tabloid. Storie di fatti soprannaturali ed extraterrestri. Vitamine miracolose, le cure per il cancro, i rimedi per l'obesità. Il culto delle star e dei morti.
________
E la consapevolezza, e la rimozione, e la negazione, e la visione.
E la volontà di rompere questo schema.
E il non progetto di vita e la non morte.
E il viaggio, e gli incantesimi, e la solitudine. Embrace.
E la voluntas. E la malattia - noluntas. E la salvezza, la sanità, l'illusione.
E improvvisamente vedere chiaro nelle dinamiche ed esserne slegato. E imprigionato.
Ritorna sempre la stessa soluzione nella mia testa. Forse che sia quella giusta?
Abbiamo perso.
Abbiamo perso le europee, le comunali.. tutto quello che c'era da perdere.
Ma quello che non reggo è che tutto parlano di noemi. Parlano dell'aereo con Apicella. Parlano della minore percentuale del Pdl.
Dov'è la politica in questo?
C'è da fare politica.
Ridurre tutto alla comunicazione e al gossip è quello che fa sì che passi poi il messaggio che sono tutte piccolezze a cui si attaccano avversari sprovvisti di argomenti.
Non ho visto battere duro su un programma. Non ho visto nessuno parlare dei poteri del Parlamento Europeo. Non ho visto interviste mirate. O comunque non abbastanza.
Per il Censis il 69,3 per cento degli elettori ha formato la sua scelta sulla base delle informazioni dei telegiornali...e abbiamo presente cosa sono i nostri tg...
autocensura TG5
...mica penserai che lo diciamo in onda....
senza sparare sul "TG4" o sul ""TG"" StudioAperto.
Siamo tutti responsabili in diverse misure.
E la cosa che mi spaventa è che non sento vera preoccupazione per la strada, non sento riscossa, non sento voglia di cambiare le cose.
C'è da lavorare.
Senza se e senza ma, avanti.
Nell'era della comunicazione, l'incomunicabilità sta diventando uno dei temi più attuali.
A volte però, è preferibile il silezio.
Per rendere vera una cosa, non è necessario che tutti la possano leggere e commentare.
Per rendere reale un sentimento, non è necessario sbandierare risa isteriche o lacrime amare.
Questo però non nega che poter esprimersi liberamente e senza filtri renderebbe tutto più semplice.
Purtroppo proprio la totale assenza di silezio rende tutto filtrato.
Ho sproloquiato e scritto. E poi salvato nella mia cartella personale.
Oggi credo che la pioggia, amica del buon odore di terra e del verde degli alberi, dica molto di più. Con tutto il suo ciclo.
Ho perso un pezzo di passato e di futuro.
Imparata a caro costo la lezione, sicura e salda nella mia convinzione, volgo lo sguardo intorno e avanti.
Non fa più male ricordare che non vivere.
Tornare tra i Tuoi crocicchi è doloroso, e rischia di perdermi. Le dinamiche delle Tue onde mi accolgono sul bagnasciuga e mi sbattono sugli scogli, impietose.
Nuoto a testa alta, ma adesso ho bisogno di terraferma. Che sia quel che sia, mi basta anche un filo da percorrere come equilibrista, passo dopo passo.
E adesso rinascono gli odori di glicine e mare, di fiume e di mughetto.
...è stato come averne la sensazione grave prima, senza sapere affatto di che si trattasse.
tuttora io non ne ho idea.
Non ho alcuna voglia di scrivere, ma ho estrema necessità di vomitare questo senso di ingiustizia che mi pervade nel terribile leggere racconti asettici.
Non ho nessuna intenzione di andare avanti nel narrare, nè nella cronaca.
Ciò che serve non lo posso fare da qui.
La morsa allo stomaco circonda l'intestino, poi i reni, sale su per la schiena e invade la mente.
Sono fottutamente fortunata.
Vorrei stringerti e portarti via, dirti che non è reale.
Vorrei potere fare qualcosa.
La tua umanità.
La nostra umanità.
L'umanità.
E gli alieni.
La tua umanità non dà però alcuna garanzia.
L'umanità è vulnerabile.
Come una bambola guardo gli altri aggirarsi intorno ad un fatto personale.
Poi sbatto gli occhi, e non mi interessa. Affatto.
Il senso di impotenza domina tutto.
Vorrei stringerti in un saldo abbraccio.
non lo so come si chiami.
non posso descrivere il biondo dei tuoi capelli e l'azzurro dei tuoi occhi, troppo ricchi e molteplici.
posso ricordare ogni momento passato insieme, e tutti i momenti in cui ci tenevamo strette a vicenda per non cadere.
non posso dire che siamo vicine, siamo perennemente perse in vite e città e mondi diversi.
ma sento che qualcosa non cambia, tra noi, per quanto cambiamo noi.
non approvo necessariamente le tue scelte, né tu ne comprendi di mie.
abbiamo caratteri profondamente diversi, non concepiamo molti dei modi di fare dell'altra. o più semplicemente sono troppo altro da noi.
posso distintamente riconoscere il tono della tua voce variare con il tuo umore, posso calmare il tuo pianto e distinguere nel passato e nel presente le tue risate, e penso anche nel futuro.
come tu puoi riconoscere un cambiamento rapido nel mio sguardo e comprenderne i motivi.
mi rifletto nella tua lunaticità, nella tua volubilità.
ci rivedo nei nostri dialoghi, nelle nostre serate, nei viaggi, nei concerti, nei cortili, nelle nostre stanze, nelle partenze, negli abbracci e nelle discussioni.
nelle nostre follie, e nei nostri perché.
non posso dire come sia possibile che dopo mesi di silenzio parlarsi sia come fermare il tempo, e come il nostro stare insieme non sia mai un banale aggiornarsi.
non lo so come si chiami, forse amicizia.
buon compleanno elisa.
Template by splinder.com